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Il Principio di Relazione descrive l'Interazione tra gli Enti (ciò che esiste) e tra gli Eventi (ciò che accade) a tutti i livelli di complessità della Realtà.
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Il Principio di Relazione è il fondamento dell'Informazione (azione che prende forma), che rappresenta lo schema di relazione tra Enti e tra Eventi, organizzando gli eventi stessi in Strutture e Processi, a comporre Forme che compongono l'Universo.
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L'Operatore Relazione, espressione primale della Forza, è la sorgente dell'evoluzione della Realtà e dell'Universo.
  
 
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In filosofia il termine relazione è stato posto per la prima volta da Aristotele ma con significati un po’ diversi nella Metafisica, nei Topici e nelle Categorie, in queste (7, 8, a 33) egli la definisce come "ciò che si comporta in un certo modo verso qualcos’altro". Secondo Simplicio (Ad Cat., 61 b) la relazione è da vedersi come una "disposizione verso qualcosa". Gli Scolastici utilizzarono il termine per avvalorare il rapporto tra l’unità divina e la Trinità, in particolare San Tommaso d’Aquino che difendeva l’assoluta realtà di tale relazione (Summa Th., 1°, q 13, a 7). Duns Scoto riprende il concetto di “disposizione”. La realtà della relazione era invece negata da Guglielmo di Ockham perché moltiplicherebbe gli enti all’infinito (Rasoio di Ockham) .
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Nei tempi moderni Locke considera le relazioni come "idee complesse" (Saggio sull’intelligenza, II, 12, 17). Wolff ( Logica, § 856) la pensava come "ciò che non concerne una cosa se non rispetto a un'altra". Nell’800 Peirce (Collected Papers, 3416) riprende in parte la definizione aristotelica, poi definita in The Logic of Relatives del 1897 in senso strettamente logico. {{WpLink}}
  
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Revision as of 21:52, 7 April 2019

Definition

Il Principio di Relazione descrive l'Interazione tra gli Enti (ciò che esiste) e tra gli Eventi (ciò che accade) a tutti i livelli di complessità della Realtà. Il Principio di Relazione è il fondamento dell'Informazione (azione che prende forma), che rappresenta lo schema di relazione tra Enti e tra Eventi, organizzando gli eventi stessi in Strutture e Processi, a comporre Forme che compongono l'Universo. L'Operatore Relazione, espressione primale della Forza, è la sorgente dell'evoluzione della Realtà e dell'Universo.

Common definition

In filosofia il termine relazione è stato posto per la prima volta da Aristotele ma con significati un po’ diversi nella Metafisica, nei Topici e nelle Categorie, in queste (7, 8, a 33) egli la definisce come "ciò che si comporta in un certo modo verso qualcos’altro". Secondo Simplicio (Ad Cat., 61 b) la relazione è da vedersi come una "disposizione verso qualcosa". Gli Scolastici utilizzarono il termine per avvalorare il rapporto tra l’unità divina e la Trinità, in particolare San Tommaso d’Aquino che difendeva l’assoluta realtà di tale relazione (Summa Th., 1°, q 13, a 7). Duns Scoto riprende il concetto di “disposizione”. La realtà della relazione era invece negata da Guglielmo di Ockham perché moltiplicherebbe gli enti all’infinito (Rasoio di Ockham) . Nei tempi moderni Locke considera le relazioni come "idee complesse" (Saggio sull’intelligenza, II, 12, 17). Wolff ( Logica, § 856) la pensava come "ciò che non concerne una cosa se non rispetto a un'altra". Nell’800 Peirce (Collected Papers, 3416) riprende in parte la definizione aristotelica, poi definita in The Logic of Relatives del 1897 in senso strettamente logico.

Description

Al livello più elementare

Il Principio di Relazione descrive l’interazione dei micro-stati, dalla cui organizzazione scaturisce la realtà fenomenica.
In ciascun punto dello spazio-tempo l’interazione tra Azione, Traslazione e Rotazione ne determina completamente la dinamica.
A ciascun punto può, quindi, essere associata una struttura geometrico-tensoriale, che chiamiamo micro-stato, che costituisce l’unità elementare della realtà fisica, il substrato esistenziale dell’Informazione (principio formativo fondamentale).

A livelli via via di maggiore complessità

Classification

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